
ASS.NE DAMANHUR BOLOGNA
Ciclo di conferenze per il risveglio interiore: "uomo e donna due mondi diversi che coabitano anche dentro di noi"
Leggi tutto...
ASS.NE IRIS ARCOBALENO
ASS.NE CONACREIS EMILIA ROMAGNA
ASS.NE MAYLEA
ASS.NE COSCIENZA E SALUTE
ASS.NE LA VIA DELLE NUVOLE BIANCHE
ASS.NE LA CITTA' DELLA LUCE
ASS.NE AMICI DEL VILLAGGIO VERDE
ASS.NE LE TORRACCE
VI° Edizione Convegno Mondiale
"Il risveglio dell'anima. Ancient Wisdom, risvegliare le antiche conoscenze" 28-29-30 aprile 1° maggio 2012 - Bagnacavallo (RA) clicca qui
"Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste": con queste parole pronunciate dal Giudice dell'Udienza Preliminare Massimo Ricciarelli termina la lunga odissea della comunità spirituale Ananda, colpita nei diversi enti che la compongono (un'associazione, una società cooperativa, una fondazione e una piccola casa editrice) con gravissime quanto infondate accuse da parte di un ex membro. Per più di quattro anni Ananda ha lottato per dimostrare la propria innocenza; in particolare dieci persone sono state accusate di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, circonvenzione d'incapace e truffa aggravata ai danni dello stato.
Ananda è un centro spirituale che fa parte di una rete internazionale di comunità, fondate a partire dal 1967 da Swami Kriyananda, al secolo J. Donald Walters, discepolo diretto del grande mistico indiano Paramhansa Yogananda. Tutte le comunità sono state fondate per tradurre i principi dello yoga e della meditazione nella vita quotidiana, in un clima di fratellanza e cooperazione. L'unico centro europeo viene fondato in Italia nel 1983, inizialmente presso il lago di Como e viene poi trasferito vicino ad Assisi nel 1986. Oggi la comunità conta circa 100 membri residenti (tra cui anche famiglie) e un afflusso di migliaia di ospiti da ogni parte del mondo.
Nel gennaio 2004 arriva una vera e propria bufera: un ex membro della comunità denuncia alle autorità alcuni membri. In un'operazione congiunta tra Carabinieri e Guardia di Finanza, viene fatta un'irruzione degna di un film americano con ottanta militari (!), cani antidroga e antiarmi e un elicottero pronto a partire da Perugia per recuperare una non ben definita "refurtiva". I militari non trovano quello che cercano, ma bloccano ogni attività, sequestrano i computer e gli effetti personali, documenti fiscali e contanti, ponendo sotto sequestro tutti i conti correnti. Grande è lo scandalo sui giornali per il denaro trovato sui conti che, poco tempo dopo, viene invece attribuito a incassi regolarmente documentati.
Nel marzo 2004 nove dei dieci imputati, che pure avevano sempre offerto la propria collaborazione per dimostrare l'assurdità delle accuse, vengono addirittura arrestati, e posti sotto custodia cautelare come se fossero pericolosi delinquenti. Il decimo imputato, il fondatore J. Donald Walters, all'estero al momento degli arresti, ormai ottantenne, con problemi di salute e quindi impossibilitato a rientrare in Italia, viene dichiarato latitante. Naturalmente, alla fine tutti vengono rilasciati dopo pochi giorni su decisione del GIP, il quale saggiamente intuisce i fatti e dichiara che la custodia cautelare in carcere è "disposizione non necessaria". Dopo pochi giorni, inoltre, il Tribunale del Riesame revoca anche la misura degli arresti domiciliari.
Dal 2004 ad oggi è stato un susseguirsi di intercettazioni telefoniche, indagini, perizie, testimonianze, fino ad arrivare a due momenti importanti: il 17 Settembre 2008 l'Associazione Ananda viene assolta dai Giudici Tributari e il 22 Novembre 2008 il Giudice dell'udienza preliminare, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio dei 10 imputati, sancisce per ognuno di essi "il non luogo a procedere" per la totale assenza di ogni forma di reato, facendo così finalmente cadere tutte le accuse.
Tutto questo cammino Ananda lo ha sempre vissuto con la fiducia nell'operato dei suoi avvocati Giuseppe Caforio e Alessandro Di Baia e nell'integrità della giustizia italiana, con la certezza che la verità trionfa sempre.
Certo sono stati anni duri, puntellati dai disagi economici e da una vera e propria "mattanza" mediatica, operata soprattutto da giornali e televisioni locali, che spesso hanno riportato notizie incomplete e superficiali stravolgendo la realtà dei fatti per fare notizia. Nonostante questo Ananda non ha mai perso la speranza di provare la propria innocenza; tuttavia, la comunità non sarebbe mai potuta sopravvivere senza l'aiuto anche economico di numerosissimi amici e sostenitori: in primo luogo le altre comunità e realtà associative italiane che fin dall'inizio hanno offerto il proprio sostegno, solidarietà e condivisione di analoghe esperienze come la Federazione di Damanhur, Lumen, Osho Miasto, Coscienza e Salute, e naturalmente migliaia di amici da ogni parte del mondo che hanno inviato interi fascicoli di lettere di sostegno e dichiarazioni a favore dell'operato della comunità, dimostrando non solo la totale infondatezza delle accuse infamanti rivolte contro i suoi membri, ma anche quanto amore e sostegno Ananda si è saputa meritare da chi ha conosciuto e frequentato la comunità
Del resto, fin dall'inizio, gli imputati si sono proclamati innocenti, affermando che non solo non avrebbero commesso nulla di quanto erano accusati ma che addirittura queste accuse erano in netto contrasto con due dei principi fondamentali dei loro insegnamenti: affermazione dell'identità spirituale di ognuno, raggiunta con un cammino individuale, e amore e rispetto verso tutti.
Ananda è spesso stata definita una setta, ma questo è avvenuto anche per una mancanza di termini adeguati, che spinge a catalogare come setta (che segue una pseudo-religione) ogni realtà spirituale che esce dai canali tradizionali, mettendo sotto lo stesso ombrello sette criminali pericolosi con gruppi spirituali che vivono in pace, armonia e nella più totale legalità. Ananda, una comunità che sorge a 800 mt di altezza tra le verdi colline umbre intrise della semplice spiritualità francescana, è aperta a tutte le religioni che vengono ritenute "raggi della stessa luce"; è ben inserita nella comunità locale, con cui ha molti scambi economici e di amicizia, sentimento molto diffuso nella calda ospitalità umbra.
Questo "equivoco", chiamiamolo così, che è durato quattro anni e che ha arrecato notevoli danni sia morali che materiali a diverse persone, è stato frutto forse di un'analisi poco attenta di un più vasto fenomeno che sta assumendo proporzioni importanti: un movimento globale che si esprime in diverse correnti spirituali e che mira a riportare l'uomo al centro dell'universo aiutandolo a realizzare la parte divina che giace addormentata in lui. Questo movimento, che non è una religione ma che le rispetta tutte, diffonde l'ideale di una fratellanza universale e certamente contribuirà a creare un mondo migliore.
Purtroppo Ananda non è l'unica realtà spirituale "non tradizionale" finita nel mirino di quella che appare sempre più una specie di "caccia alle streghe" contro chi propone percorsi alternativi. In questi anni numerose associazioni e centri new age si sono trovati in difficoltà con la legge italiana, al punto che alcuni anni fa è si è sentita la necessità di creare il CONACREIS, ovvero un coordinamento nazionale in grado di riunire tutte le comunità e associazioni di ricerca etica interiore e spirituale al fine di dare loro sostegno organizzativo e proporre leggi per tutelare, ben oltre quello che la Costituzione italiana prevede, la libertà di pensiero e di religione, capisaldi fondamentali per qualsiasi democrazia.
"Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Mahatma Gandhi