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Ciclo di conferenze per il risveglio interiore: "uomo e donna due mondi diversi che coabitano anche dentro di noi"
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VI° Edizione Convegno Mondiale
"Il risveglio dell'anima. Ancient Wisdom, risvegliare le antiche conoscenze" 28-29-30 aprile 1° maggio 2012 - Bagnacavallo (RA) clicca qui
di Jayadev Jaerschky
L'ideale di una vita comunitaria, tra persone che si uniscono per seguire ideali elevati, non è nuovo nella Storia. Platone propose una comunità ideale. Pitagora ne fondò una a Crotone, dove viveva. Ci furono gli Esseni ai tempi di Cristo, che vivevano in comunità. Ci furono i "padri pellegrini", che dall'Europa emigrarono nella nuova terra dell'America, per poter vivere in libertà i propri ideali e la propria religione. A questi si aggiungono tanti altri esempi, poiché l'idealismo condiviso è sempre stato tra le aspirazioni più profonde dell'umanità.
Anche nella nostra epoca, sin dall'inizio del secolo scorso, c'è stata un'insistente chiamata alla vita comunitaria. Questa voce proveniva dal famoso yogi Paramhansa Yogananda, che era giunto in Occidente nel 1920, per ispirare gli occidentali a una nuova coscienza e a uno stile di vita più illuminato. Yogananda insisteva sull'unione tra le culture e le religioni di Oriente e Occidente; sulla collaborazione tra scienza e religione (tradizionalmente vecchi nemici); sulla meditazione, come mezzo per elevare la coscienza e per trovare Dio. Con altrettanta forza, egli insisteva sull'importanza della vita comunitaria. In quelle che egli definiva "Colonie di fratellanza mondiale" o "Città mondiali dorate", avrebbero vissuto insieme persone accomunate dal desiderio di una "vita semplice con ideali elevati, che porta la più grande felicità". Questo ideale di vita comunitaria rappresentava una parte centrale della sua visione, al punto che egli lo incluse tra gli "Scopi e ideali" fondamentali della sua opera.
Al suo discepolo, Swami Kriyananda, è toccato il compito di concretizzare questo ideale. Nel 1967 - da solo, e inizialmente senza soldi e sostegno - egli fece nascere la prima comunità Ananda, in California. Ben presto si unirono a lui giovani animati da ideali elevati, che, unendo le loro energie, iniziarono a costruire case, orti, giardini, a sviluppare attività economiche, a creare scuole, a trovare modi sempre nuovi per vivere in armonia e per condividere la gioia interiore con gli altri. Da quel momento, Ananda è sempre cresciuta, anno per anno. Nel 1984 è arrivata finalmente in Italia, prima a Como, poi nelle vicinanze di Assisi.
Ananda, comunque, non è una realtà unica. La chiamata a un nuovo modo di vivere, a una vita comunitaria in cui i membri condividano i propri ideali, è stata accolta anche da altri ricercatori, animati da una visione profonda. In Italia si è formata la grande comunità di Damanhur; e altre realtà comunitarie come Lumen, La Città della Luce, Osho Miasto, Bagnaia, Coscienza e salute e molte altre che desiderano, ognuna a modo proprio, portare una nuova coscienza nella nostra società.
La sfida principale, per tutte loro, è costituita dalla novità di questo stile di vita. Da sempre, infatti, nella Storia umana, le idee innovative non vengono accettate facilmente, con un bel sorriso e a braccia aperte! C'è sempre bisogno di lottare contro i pregiudizi, le paure, le vecchie abitudini, la mentalità tradizionale. Molte comunità idealistiche potrebbero sicuramente raccontare la propria storia al riguardo.
Anche nella storia e nella crescita di Ananda ci sono state serie battaglie. La maggiore, forse, si è appena conclusa. Nel gennaio del 2004, una squadra di 80 uomini della Guardia di finanza, armati, ha fatto irruzione nella comunità. Hanno perquisito ogni angolo delle case. Hanno sequestrato i computer, essenziali per continuare le attività della comunità. Gli immobili sono stati posti sotto sequestro. I fondi della comunità sono stati congelati, le banche non potevano concedere prestiti e, se non fosse stato per la solidarietà di tanti amici, i residenti non avrebbero neanche potuto comperarsi da mangiare. Nove persone sono state incarcerate per quattro giorni, seguiti poi dagli arresti domiciliari. Gli articoli sui giornali e i servizi televisivi, persino a livello nazionale, sono stati devastanti. Le accuse erano pesantissime: "associazione a delinquere", "riduzione in schiavitù", "circonvenzione di persona incapace" e "truffa aggravata ai danni dello stato". La storia è lunga, e non sembra questo il contesto giusto per raccontarne tutti i dettagli. È sufficiente dire che è stata una grande prova! Dal 2004 in poi sono proseguite le indagini e il 22 novembre 2008, finalmente, il giudice dell'udienza preliminare ha assolto tutti i membri di Ananda che erano sotto accusa, emettendo sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Questo significa molto di più di una semplice dichiarazione di innocenza: praticamente, non c'è mai stata una qualunque ragione valida per i procedimenti rigorosi contro Ananda. È una vittoria schiacciante!
Ma una vittoria per chi? Certo, per i membri di Ananda, finalmente liberi da un grosso peso. Questa, tuttavia, sarebbe una visione troppo personale, troppo limitata e separata. È invece una vittoria della Verità; una vittoria dell'Idealismo coraggioso; una vittoria per tutte le comunità idealistiche in Italia e in Europa. Soprattutto, è la vittoria di una nuova Coscienza, che si sta diffondendo ovunque. Forse questa vittoria è persino un segno che stiamo davvero entrando in una nuova epoca della Storia: più libera, più elevata, più luminosa. Yogananda, con tutte le sue forze, diffondeva il messaggio delle comunità come una soluzione per il futuro. Il nostro futuro, infatti, ha bisogno di nuove soluzioni, e la vita comunitaria, basata su "una vita semplice con ideali elevati", sarà certamente una chiave importante.
Un'ultima parola a tutti voi, che state leggendo questo articolo: poiché siete tutti, sicuramente, persone idealistiche, che pensano in maniera più libera, elevata e innovativa, avete TUTTI motivo di celebrare insieme ad Ananda!
Questa vittoria dà a tutti noi il coraggio di continuare, in vista di situazioni mondiali critiche e sfidanti che richiederanno tutta la nostra forza e la nostra volontàd di lavorare insieme.
In tale prospettiva questo ci sembra un bellissimo segno, un raggio luminoso e incoraggiante dell'alba di una nuova coscienza nella nostra società.
Uniamoci allora tutti in quest'alba, perché, come si dice ad Ananda, Tante mani fanno miracoli, e insieme possiamo veramente creare un "nuovo domani", di pace, di amicizia, di gioiosa fratellanza e cooperazione.
"La sfida è di abbracciare un nuovo stile di vita, uno stile non facile sotto aspetti, ma che merita infinitamente gi sforzi fatti per conseguirlo - afferma Swami Kriyananda, fondatore della comunità. "Se solo la gente conoscesse tutto questo sarebbe il solo modo in cui vorrebbe vivere!"