In Francia rappresenta una notevole quota del turismo totale, con 180 strutture turistiche naturiste distribuite sul territorio nazionale, che hanno una capacita ricettiva che va da qualche centinaio di turisti, sino a diverse strutture che hanno una capienza di 10-15.000 persone ed ospitano complessivamente qualche milione di turisti naturisti ogni anno. La Francia ha un ufficio specifico dedicato al naturismo, in seno al proprio Ministero del Turismo, con un cospicuo budget pubblicitario speso a favore della promozione del turismo naturista; non si tratta di stupidità! Si tratta di almeno 5 o 6 milioni di turisti naturisti che vanno ogni estate a passare le vacanze nelle 180 strutture turistiche naturiste francesi spendendo milioni di Euro; l’articolo 33 (del C.P. Francese) sull'attentato al pudore è scomparso nel 1993 ed è stato sostituito dal 222/33 che punisce l'esibizione sessuale. In sintesi l’intenzione del legislatore, secondo la risposta ministeriale di Henri Nallet, ministro delle giustizia, il 14 ottobre 1991, (all'epoca stavano scrivendo il nuovo codice penale, promulgato nel 1993) ad una domanda di un deputato che temeva che il nuovo articolo minacciasse il naturismo, è contenuta nella sua risposta: "Nell'applicazione, solo i comportamenti sessuali che presentano un carattere di esibizione imposta a terzi contemplano l'articolo, quindi soltanto le attitudini oscene e provocatorie che sono normalmente escluse dalla pratica del naturismo".
Anche per questo motivo in Francia non c’è una legge quadro nazionale sul Naturismo. Da decenni la FFN (Federation Francaise du Naturisme) ha un accordo con il ministero del turismo ed è associata con l'agenzia La Maison de la France, organo di questo ministero per la pubblicità all'estero.

La Francia è la prima destinazione turistica naturista europea. Conta più di 70.000 membri associati ad associazioni naturiste e milioni di praticanti. Dal 1983 la FFN è stata riconosciuta dal ministero di tutela "Associazione per la gioventù e di educazione popolare” perché forma i giovani animatori diplomati e riconosciuti da Ministero, per i centri naturisti con la specificità "naturismo". Parlando di Francia, nostra vicina, in rapporto all’Italia, sembra di parlare di fantascienza. Ma tant’è.
In Spagna la situazione legislativa che ha finalmente sdoganato il nudo naturale e naturista (che è appunto naturale), con la riforma del C.P. nel 2000, ha favorito lo sviluppo in pochi anni di una notevole quantità di strutture turistiche riservate a naturisti e nudisti, e in tutte le spiagge di Spagna è possibile oggi prendere il sole nudi, a meno che non sia espressamente vietato con esposizione di cartelli.
La Croazia è un’altra patria del naturismo vacanziero, non certo per vocazione culturale dei Croati, ma perché anch’essi sono molto attenti alla valenza economica del turismo naturista: la ricchezza degli operatori turistici in Croazia è stata creata infatti da 25 anni e più, da milioni di turisti Naturisti europei, e anche Italiani!
In Germania, patria del naturismo, le strutture naturiste (club e campeggi, saune e centri benessere con Hotel annesso) esistono da ormai 100 anni. In Germania nei parchi delle grandi città è normale distendersi a prendere il sole in nudità integrale, e la nudità di tipo naturista è diffusa tra la popolazione: da un sondaggio che domandava ai tedeschi se avessero mai preso il sole nudi in luogo aperto al pubblico una o più volte o abitualmente in vita loro, è risultato che l’85% della popolazione lo aveva fatto. Il Trentino Alto Adige, per esempio, ove forte è l’influenza culturale teutonica e mitteleuropea, ha centri benessere, saune, e fitness center dove la nudità integrale è abituale. In Germania la ricreazione in nudità è permessa in qualunque posto, che sia assegnato dal comune oppure logicamente adatto… Attenzione: per una visione reale delle cose è logicamente adatto qualsiasi spazio con un po’ di natura o di sole; per questo i parchi cittadini di Monaco, ad esempio, sono abitualmente frequentati da tedeschi che prendono il sole nudi. Preciso questo, perché per un Italiano, il “logicamente adatto” assumerebbe le più disparate e fantasiose versioni.
L’Olanda rappresenta un’altra nazione, dove il naturismo è endemico: 70.000 tesserati (dati NFN – Naturist Federation Nederland), 1.900.000 naturisti dichiarati, cui si aggiungono almeno altri 2 milioni di naturisti occasionali, una grossa fetta dei quali, vanno in vacanza all’estero, con le ferie scaglionate per legge tra maggio e settembre. I turisti Naturisti Olandesi sono la manna delle strutture turistiche naturiste collinari (senza mare). Gli Olandesi vanno al 90% in ferie all’estero, amano quasi esclusivamente le colline e la tranquillità e la regione Piemonte è adatta per loro, come la Toscana o l’Umbria. Gli Olandesi sono rimasti i veri e soli campeggiatori nell’animo. Hanno da decenni vacanze a turno a seconda delle regioni e quindi sono l’ottimo per i campeggi visto che assicurano un continuo flusso per tutta la stagione, da maggio a settembre. Prima spendevano poco e si portavano tutto da casa, adesso spendono e acquistano anche sul posto. Attenti però, sono sempre stati esploratori di bocca e orecchio buono e usano molto il passa parola. Se saranno soddisfatti, lo faranno sapere, nel caso contrario anche. Molti olandesi comprano o gestiscono anche i campeggi, soprattutto in Francia. Quindi l’Italia potrebbe usufruire di un apporto anche in capitale; per esempio Il Campeggio Naturista “Cà Le Scope” a Marzabotto, sulle colline Bolognesi, è da due anni gestito da Olandesi. Ci sono molti olandesi a cui non piace ghettizzarsi e vivere tra di loro, preferiscono avere contatti con la gente del posto e anche imparare la lingua. Anche in Olanda, come in Germania, la ricreazione naturista è permessa in qualunque posto, che sia assegnato dal comune oppure logicamente adatto… L’Articolo 430° del CP Olandese dice: una persona che si trova nuda fuori da un luogo di ricreazione naturista assegnato dal comune oppure in un posto pubblico non adatto alla ricreazione naturista sarà punito con una multa di prima categoria (massimo 335 €). Non c'è quindi una legge quadro nazionale sul naturismo in Olanda e i processi (o le multe) sono rarissimi e pressoché inesistenti.
La Danimarca è uno di quei paesi dove la nudità è libera. Il divieto vige solo nei luoghi dove è espressamente indicato con cartelli esposti al pubblico.
In Austria e Svizzera ci sono associazioni Naturiste che svolgono attività presso alcune strutture naturiste (campeggi) nei pochi mesi di clima mite.
L’America, il Canada, il Brasile, L’Australia, solo per citarne alcune, sono altre nazioni dove esistono organizzazioni associative con migliaia di iscritti che svolgono attività culturali, di svago e turistiche in ambito naturista.
Il paradosso è che tutti questi turisti naturisti europei vanno in vacanza quasi esclusivamente in Francia, Spagna e Croazia. E per andare in Francia, Croazia e Spagna passano velocemente e senza fermarsi dall’Italia. L’Italia perde un’occasione culturale ed economica snobbando i 15 milioni di naturisti europei (stima ufficiale delle due federazioni Italiane – CONAIT e FENAIT). In Italia esistono circa 500.000 naturisti (ogni anno crescono), ma anch’essi si recano in vacanza in Francia, Spagna e Croazia, contribuendo a rimpinguare le finanze dei nostri vicini d’Europa.
Abbiamo quindi visto che persino paesi freddi e piovosi, come Germania, Olanda, Danimarca, Lussemburgo, Belgio, hanno più strutture turistiche naturiste dell’Italia che resta al palo con 8 microscopiche strutture, dislocate sui 1500 km di penisola; luoghi che sono quasi sempre club privati o associazioni che si autofinanziano con il volontariato di pochi associati e che raramente sono strutture turistiche vere e proprie. Manca lo strumento legislativo ed economico-finanziario fornito dalle istituzioni pubbliche, di cui anche il Piemonte dopo L’Emilia Romagna può dotarsi. Si, perché non è un caso che la Regione italiana a maggior vocazione turistica sia stata la prima a dotarsi di uno strumento legislativo a favore dei naturisti e degli imprenditori che vorranno investire in questo settore del turismo. Tanto di cappello ad una Regione, come l’Emilia Romagna, che sa portare ogni anno milioni di turisti italiani, tedeschi ed europei in genere sulla propria riviera. Nel turismo naturista è stata vista una ulteriore possibilità di sviluppo. Riteniamo che la Regione Piemonte debba cogliere questa intuizione ed applicarla al più presto al proprio territorio, che offre meraviglie della natura, monumenti, enogastronomia, eventi, aria salubre, laghi e fiumi, che sono in grado di attirare il più completo e totale turismo responsabile che esista: quello naturista.