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Ciclo di conferenze per il risveglio interiore: "uomo e donna due mondi diversi che coabitano anche dentro di noi"
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"Il risveglio dell'anima. Ancient Wisdom, risvegliare le antiche conoscenze" 28-29-30 aprile 1° maggio 2012 - Bagnacavallo (RA) clicca qui

L'11 settembre 1906 a Johannesburg, il futuro Mahatma Gandhi e altri intrepidi indiani iniziavano il movimento moderno di lotta nonviolenta, che avrebbe dato all'umanità una possibilità di cambiare il mondo in assenza di violenza.
L’11 settembre 2001 crollavano le torri del World Trade Center di New York, sotto l’urto di un terrorismo sfacciato e codardo; da allora questa data è segnata in rosso su tutti i calendari del mondo.
Ma questo giorno si sarebbe dovuto celebrare, nella gioia e nella speranza, da ben prima: l’11 settembre 1906, all’Imperial Theatre di Johannesburg, Sud Africa, Mohandas K. Gandhi e un manipolo di intrepidi immigrati indiani donavano al mondo lo strumento della lotta nonviolenta. Proprio all’alba del secolo della violenza, dei genocidi e delle stragi atomiche, sorgeva infatti il modo di combattere in nome della giustizia che circa un anno dopo Gandhi avrebbe denominato “Satyagraha – fermezza nella Verità”.
E’ passato più di un secolo, ma l’esigenza di utilizzare la nonviolenza come approccio alla risoluzione dei problemi del Pianeta non è meno pressante.
Né si può dire che da quel lontano giorno del 1906 ad oggi la nonviolenza sia stata con le mani in mano e non abbia prodotto risultati.
Oltre 3 miliardi di persone, più della metà dell’umanità, hanno conquistato libertà e diritti prima negati, praticamente senza colpo ferire, proprio grazie al Satyagraha: pensiamo all’India, naturalmente, ma anche ai neri d’america, guidati da M. L. King, ai danesi che si sono liberati dai nazisti, durante la II guerra mondiale (e hanno salvato tutti i concittadini ebrei dalla deportazione!), agli ex sudditi dell’impero sovietico, non certo liberati dalle atomiche della NATO, ai sudamericani che si sono scrollati di dosso sanguinarie dittature e così via.
Certo, se attorno alla violenza non girassero tanti interessi economici si parlerebbe più liberamente dei successi della nonviolenza, l’unica vera alternativa all’acquiescenza alla tirannia che sia veramente in grado di produrre risultati duraturi e incubare gli embrioni di società pacifiche e armoniche.
Che dire, invece, dell’uso della violenza?! Beh, basta pensare ai frutti malati della rivoluzione bolscevica, prima l’URSS poi la Russia di Putin, ai problemi irrisolti nella ex Jugoslavia e in Africa; se ci si avvicina poi al Medio Oriente o ci si spinge ancora più a est si verifica con un colpo d’occhio la sua disperante fallacia.
Ma il dono del Mahatma Gandhi non è di quelli che si possano godere senza condizioni; lo si capisce meglio scrollandosi di dosso le pesanti impurità prodotte dell’uso improprio che spesso viene fatto dei termini Satyagraha e Nonviolenza, stiracchiati da tutte le parti per opportunismo politico.
Recuperando l’autentico significato di queste parole “pesanti” diviene possibile accedere al loro enorme potere e si può anche capire quanto maggior coraggio sia necessario per praticare quella che Gandhi definiva la “Nonviolenza del forte” piuttosto che la violenza, tipico prodotto della paura e del senso d’impotenza.
Questo è l’ambizioso obiettivo che si pone il volume “l’11 Settembre di Gandhi – la luce sconfigge la tenebra”, 12° volume dei “Quaderni Satyagraha” pubblicati dalla Libreria Editrice Fiorentina, che viene presentato oggi in dieci città italiane, alla presenza di studiosi e testimoni della Nonviolenza e di diversi dei coautori.
“Dio è Verità, la via alla Verità è la Nonviolenza” scriveva Gandhi nel 1927; Satyagraha è “fermezza nella Verità”.
Da queste semplici parole si capisce come la Nonviolenza è, nel pensiero del Mahatma, essenzialmente un mezzo di autopurificazione e realizzazione spirituale.
Non ha nulla a che fare con il pacifismo politico: primo perché la nonviolenza è attiva lotta all’ingiustizia, a tutto ciò che è “non-verità” (l’”anti-vita” in senso damanhuriano); e poi perché per il nonviolento gandhiano gli indubbi effetti benefici che la sua pratica produce nella società sono solo effetti collaterali del proprio evolvere interiore e non ciò che egli si prefigge in primis.
La Nonviolenza è un cammino di crescita in consapevolezza che porta al risveglio della divinità interiore, alla liberazione dal ciclo delle rinascite nella filosofia indù di Gandhi; questa realizzazione giunge però solo come frutto della pratica persuasa e quotidiana dei principi universali di Verità che egli riconosceva in tutte le religioni.
Perciò l’11 Settembre di Gandhi può essere un giorno di speranza per chi ne sa ascoltare il richiamo forte al recupero dei valori spirituali e morali, dei quali le cronache denunciano ogni giorno la dolorosa mancanza senza che da queste denunce emerga mai una vera proposta risolutiva del problema.
L’11 Settembre, in questa ottica, diviene un’occasione per intravedere la via d’uscita dal tunnel oscuro nel quale sta rotolando la Terra, dall’ingiustizia e dalla violenza.
Alla nostra piccola parte di mondo che ne consuma quasi tutte le risorse, il Satyagraha chiede di riconsiderare la propria responsabilità negli squilibri planetari che alimentano il terrorismo, mille guerre tra fratelli e una povertà indecente.
A tutti noi che cerchiamo la Verità con impegno, la Nonviolenza propone un approccio trasversale, praticabile da chiunque nell’ambito di ogni filosofia o credenza, avente ad obiettivo la riforma dell’essere umano, con la guarigione di tutte le sue relazioni attraverso fiducia e amore, un’attiva lotta nonviolenta contro l’ingiustizia e la non collaborazione con ogni entità che ne sia causa.
Questi sono i frutti preziosi dell’11 Settembre di Gandhi, un giorno di fede, speranza e armonia. A tutti quanti si sentono in sintonia con questo approccio, a coloro che cercano di affrontare le difficoltà della vita quotidiana con lo strumento della consapevolezza spirituale, chiediamo di unirsi almeno con un minuto di preghiera allo sforzo che già tanti altri stanno facendo per il rifiorire dello spirito nonviolento anche nelle nostre tante realtà locali.
La Pace sia con voi.
Federico Fioretto
Associazione Ariel, coautore del volume “L’11 Settembre di Gandhi”.
In questi giorni esce in libreria il numero 12 della rivista Quaderni Satyagraha:
E’ una raccolta di saggi che sottolineano i caratteri della vera nonviolenza insegnata da Gandhi, ma come lui stesso diceva non nuova al cuore di tutti i veri insegnamenti religiosi, e l’attualità di essa come strumento di risoluzione degli enormi problemi sociali, economici e di relazioni internazionali che l’umanità vive oggigiorno.
Tra gli autori Michael Nagler, Arun Gandhi, nipote del Mahatma, Rocco Altieri, Giovanni Salio, Enrico Peyretti, Fulvio Cesare Manara e altri personaggi di assoluto rilievo, insieme ad alcuni semplici amici della nonviolenza come il sottoscritto.
Il volume è davvero interessante e completa l’opera del convegno organizzato dal Centro Gandhi di Pisa l’anno scorso a Calambrone, l’11 Settembre 2006, per il centenario della di nascita della nonviolenza moderna, quell’11 Settembre 1906 che vide il giovane avvocato Mohandas K. Gandhi innalzare sull’umanità una nuova alba di speranza.
Proprio per questo i Quaderni Satyagraha lanciano quest’anno una campagna nazionale di presentazioni del volume e conversazioni sul tema della nonviolenza per l’11 Settembre: per celebrare in quella data, che per molti sarà motivo di rilanciare sulla violenza, la guerra preventiva ed eterna, la vendetta, un giorno di speranza e armonia e rinnovare fiducia e impegno per la diffusione del pensiero nonviolento.
Già diversi gruppi attivi nel campo si stanno attivando dopo il “la” partito da Piacenza; più avanti daremo più ampia notizia di questo.
Chiediamo l’aiuto di tutti per far conoscere questa iniziativa e il volume che presenteremo l’11 attraverso le vostre pagine o rubriche culturali, con recensioni, interviste ai coautori italiani o al direttore dei Quaderni e ogni altro modo che vogliate suggerire.
Potete contattarci presso: Quaderni Satyagraha (anche per richiesta volumi), via Santa Cecilia 30, 56127 PISA, tel. 050 542573, e-mail: roccoaltieri@interfree.it; centrononviolenza@libero.it ; Associazione Ariel, il Piano 31, Gazzola (PC), tel. 0523 976738, e-mail info@associazione-ariel.it; troverete in noi la massima disponibilità.
Grazie infinite per l’attenzione e la collaborazione. La Pace sia con voi
In allegato il programma delle iniziative promosse in proposito dall'Associaizone Ariel (PC).
Sull'argomento leggi anche l'articolo "L’11 SETTEMBRE DI GANDHI" di Federico Fioretto: http://www.conacreis.it/html/ArcMagazineDet.asp?IDArt=276