CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni) – Torino – (www.cesnur.org)
Lettera aperta contro il disegno di legge sulla manipolazione mentale
Egregio Presidente Ciampi,
Egregio Presidente Berlusconi,
Egregio Vice-Presidente Fini,
L’Italia è stata per anni riconosciuta come uno dei paesi del mondo più favorevoli alla libertà religiosa. Sembra che ora la situazione stia cambiando.
Il 4 marzo scorso la Commissione Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che introduce nel Codice penale un nuovo articolo 613-bis, che crea il reato di “manipolazione mentale” e prevede che “chiunque mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione è punito con la reclusione da due a sei anni”, con pene ancora aumentate “se il fatto è commesso nell'ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano”. Sappiamo bene che la Corte Costituzionale italiana nel 1981 ha dichiarato incostituzionale una norma analoga relativa al “plagio”. Consideriamo quella sentenza della Corte Costituzionale sia di rilievo internazionale, sia estremamente saggia.
Siamo studiosi che si sono occupati di minoranze religiose, di nuovi movimenti religiosi e delle cosiddette “sette” per molti anni, anche se da prospettive fra loro diverse. Ci rendiamo conto che in Italia c’è una preoccupazione del tutto legittima nei confronti delle attività illegali di un piccolo numero di movimenti religiosi, e delle frodi perpetrate da “operatori dell’occulto” di vario genere. Secondo la nostra esperienza, tuttavia, questi abusi sono colpiti in modo molto più efficace attraverso la puntuale applicazione delle leggi ordinarie che puniscono i reati comuni.
Al contrario, leggi speciali contro le “sette” mettono in pericolo la libertà religiosa di tutti i cittadini. Dal momento che non c’è neppure una definizione condivisa di “setta”, queste leggi possono colpire anche movimenti che operano all’interno delle Chiese maggioritarie. Sulla base della nostra esperienza, riteniamo che il lavaggio del cervello o la manipolazione mentale la cui pratica è attribuita a certi movimenti religiosi non costituiscano categorie accettate o accettabili dalla comunità scientifica. Né crediamo che sia veramente possibile distinguere chiaramente fra un processo di conversione lecito e “tecniche di suggestione” illegali. Troppe volte abbiamo constatato come categorie spurie quali quelle di manipolazione mentale, plagio o lavaggio del cervello siano state usate per discriminare certi tipi di idee, proclamando che si tratta di idee talmente “strane” che solo una persona “manipolata” può essere indotta a professarle. La discriminazione contro le idee, non importa quanto bizzarre e impopolari, è una tentazione cui le nostre democrazie dovrebbero essere capaci di resistere.
Con il dovuto rispetto, vi chiediamo di fare il possibile, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, per prevenire l’approvazione di una legge che danneggerebbe seriamente l’immagine internazionale dell’Italia e la farebbe includere nella lista di quei paesi dove la libertà religiosa non è pienamente protetta.
Con osservanza,
Massimo Introvigne (Direttore, CESNUR, Torino),
PierLuigi Zoccatelli (Vice-Direttore, CESNUR, Torino),
Andrea Menegotto (Coordinatore regionale del CESNUR, Milano),
Giorgio Bouchard (Già Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia),
Enzo Pace (Università di Padova),
Domenico Maselli (Università di Firenze),
Luigi Berzano (Università di Torino),
Maria Immacolata Macioti (Università di Roma “La Sapienza”),
Clemente Lanzetti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano),
Fanny Cappello (Università di Bologna),
Veronica Roldán (Università Roma Tre),
J. Gordon Melton (Institute for the Study of American Religion, Santa Barbara (California),
Eileen Barker (London School of Economics),
David G. Bromley (Virginia Commonwealth University),
James T. Richardson (University of Nevada, Reno),
Rodney Stark (University of Washington),
Jim Beckford (University of Warwick),
Karel Dobbelaere (Katholieke Universiteit Leuven),
Roland Campiche (Université de Lausanne),
Thomas Robbins (Rochester, Minnesota),
Jeremy Gunn (Emory University, Atlanta),
Pauline Côté (Université Laval, Québec),
Liliane Voyé (Université Catholique de Louvain),
George D. Chryssides (University of Wolverhampton),
Timothy Miller (University of Kansas),
Phillip Charles Lucas (Stetson University),
Jane Williams-Hogan (Bryn Athyn College),
Susan Palmer (Dawson College, Montréal),
Milda Alisauskiene (New Religions Research and Information Centre, Vilnius),
Rebecca Moore (San Diego State University),
H. Newton Malony (Fuller Theological Seminary),
Lorne Dawson (University of Waterloo, Waterloo (Ontario),
Michelene Pesantubbee (University of Iowa),
Dallas A. Blanchard (University of West Florida, Pensacola),
Stuart A. Wright (Lamar University),
Scott Lowe (University of Wisconsin, Eau-Claire),
Constance A. Jones (California Institute of Integral Studies, San Francisco),
Richard Singelenberg (Utrecht, Olanda),
Douglas E. Cowan (University of Missouri, Kansas City),
Solveiga Krumina-Konkova (University of Latvia).